Il titolo di questa preziosa mostra può sorprendere il visitatore, inducendolo a chiedersi
come una particolare immagine mariana, denominata
“La Madonna del Presepe”, possa
accomunare
Donatello e Guercino, due sommi artisti così distanti tra loro nel tempo e nel
modo di esprimere il proprio geniale talento, come suggerisce l’efficace ‘assemblaggio’ concepito quale
logo dell’iniziativa. La risposta è insieme chiara e misteriosa perchè legata all’arte e alla fede
che, indissolubilmente, si sono intrecciate nella storia di questo bellissimo rilievo in stucco dipinto, recentemente
riscoperto nella chiesa dei SS. Sebastiano e Rocco a Cento.
I curatori della mostra, dopo approfondite indagini stilistiche, storiche e documentarie, hanno infatti riconosciuto in
DONATELLO il primo ispiratore e forse “co-autore”, insieme al
fedele discepolo padovano
Bartolomeo Bellano, negli anni Cinquanta del Quattrocento,
di questa affascinante Madonna in adorazione del Bambino, con San Giuseppe, il bue e l’asinello: una composizione
singolare, ardita e davvero magistrale, sia nella virtuosa modellazione a ‘stiacciato’ prospettico, nell’
intensità espressiva delle figure e nella loro calibrata disposizione, sia nell’originale invenzione
iconografica, dove l’umanità sapida di un tema particolarmente caro alla
devozione popolare si coniuga con colte allusioni antiquarie.
Un mistico Presepe, divenuto assai importante per Cento, non solo per il suo grande valore artistico ma, soprattutto,
per la particolare, intensa venerazione suscitata in questa terra nel corso di ben trecento anni.
Il bassorilievo giunse infatti a Cento nel lontano 1516, donato alle suore agostiniane del
convento di S. Caterina da una famiglia particolarmente generosa di Pieve di Cento. In breve tempo l’immagine divenne
cara ai centesi quanto la Madonna di S. Luca lo era per i bolognesi. La fama dei suoi prodigiosi miracoli e delle grazie concesse fu tale che
“di lontano ancora vennero genti a venerare la detta Vergine del Presepio”, la quale fu poi incoronata
“Regina” nella pubblica piazza di Cento, il 4 giugno 1606, davanti a tutta la città in festa.

Pochi anni dopo, “La Madonna del Presepe” ricevette l’omaggio del grande
GUERCINO,
che la fissò per sempre in un disegno di straordinaria modernità e scioltezza di tocco, aggiungendo all’
invenzione di Donatello due splendidi angeli che porgono alla nostra venerazione la Madonna incoronata. Il disegno, che si
credeva irrimediabilmente perduto, è stato da poco rinvenuto e sarà esposto in mostra, piccolo capolavoro
grafico ispirato a quello scultoreo di Donatello. Si uniscono così i due grandi artisti ai piedi de “La Vergine
del Presepe”!
Dal disegno del Guercino derivarono nel ‘600 e nel ‘700 le incisioni, numerose immagini in cartapesta, le
terrecotte, i santini, e il rilievo ispirò anche una cospicua produzione di canzonette spirituali: testimonianze
preziose espresse nei diversi linguaggi dell’arte, della poesia, della musica, giunte fino a noi e ora ampiamente
documentate in mostra.
Purtroppo, alla fine del ‘700, con la soppressione del convento di S. Caterina, la venerata immagine fu relegata nella
piccola chiesa dei SS. Sebastiano e Rocco, in seguito per lungo tempo chiusa al culto, dove poco a poco venne dimenticata.
La mostra ha quindi il duplice scopo di riannodare i fili di questa storia meravigliosa, e insieme
di approfondire, con rigore scientifico, la genesi e l’importanza artistica del rilievo donatelliano attraverso un
ampio censimento e un’accurata analisi comparativa sia degli altri esemplari superstiti di questa medesima tipologia
che di altre composizioni donatelliane affini.
Si potranno pertanto ammirare e confrontare ben cinque esemplari in stucco della composizione qui indagata, uno dei quali
eloquente per lo stato di conservazione (Firenze, Museo Bardini); due custoditi in chiese di
Bologna, appositamente restaurati in questa occasione (Chiesa di S. Maria dei Servi, S. Girolamo della
Certosa); una suggestiva Madonna col Bambino in stucco tratta da un prototipo riferibile allo stesso Donatello, che
ben testimonia la fortuna di questo tipo di produzione nel territorio ferrarese (Ferrara, Museo di Casa
Romei); una bellissima versione in controparte, ancora nella sua policromia originale, modellata in terracotta da un
diverso collaboratore di Donatello, custodita nel Conservatorio di S. Niccolò a Prato.
Infine sarà indagata la genesi della composizione de “La Madonna del Presepe” nell’opera di
Donatello stesso, di cui saranno in mostra due importanti rilievi mariani concordemente attribuiti alla mano del maestro,
gentilmente concessi da musei prestigiosi, uno in terracotta dorata, “La Madonna del
seggiolino” (Londra, Victoria and Albert Museum), l’altro in stucco finemente dipinto e arricchito da un
fondo musivo, “La Madonna dei cordai” (Firenze, Museo Bardini).